Il programma completo di Matteo Lorito

Matteo Lorito ha stilato il programma di lavoro comune per l’Università di Napoli Federico II. Per visionare la versione integrale scarica il programma completo oppure sfoglialo online.

Novità sul programma elettorale

Addendum

IL FONDO PENSIONE DI ATENEO

Addendum al programma - n. 1

Il fondo pensione del Personale Docente, Tecnico e Amministrativo, attivato nel 1991 insieme all’ Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli ha l’obiettivo di erogare ai dipendenti trattamenti previdenziali complementari. Ciò consente di avvicinare il trattamento pensionistico al salario percepito durante il servizio. Infatti gli Atenei coprono le spese di gestione, e il dipendente che contribuisce al Fondo beneficia del risultato di operazioni finanziarie e del risparmio fiscale. La sua istituzione è una caratteristica peculiare dell’Ateneo federiciano, da sempre attento alle politiche di welfare per i suoi dipendenti.
Questa funzione va sostenuta, potenziata e promossa. Ribadisco, inoltre la mia disponibilità a considerare anche altre eventuali forme di supporto ai nostri dipendenti, in grado di aumentare anche il senso di appartenenza alla nostra Istituzione.

POLO DELLA SOSTENIBILITÀ AGROALIMENTARE UNINAV

Addendum al programma - n. 2

Nei prossimi anni le Università, anche a seguito delle esigenze di innovazione indotte dalla recente pandemia, saranno chiamate a svolgere un ruolo sempre più cruciale e decisivo nei confronti dei contesti territoriali rifermento.
La disponibilità e concentrazione di competenze e capacità all’interno di una più forte e sistemica sinergia con le forze produttive e con i livelli istituzionali può infatti rappresentare un sostegno e volano per tutte le iniziative orientate a valorizzare le risorse territoriali e umane e a favorirne la competitività.
La città di Avellino è al centro di una provincia che si caratterizza per una particolare ricchezza del territorio dal punto di vista agricolo e ambientale.
La presenza della sede polo universitario del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II, unica sede universitaria della provincia, può e deve rappresentare un punto di riferimento per i diversi portatori di interesse locali, aggregando istituzioni territoriali, centri di formazione e ricerca, realtà imprenditoriale.
L’obiettivo è quello di costruire un centro di ricerca e servizi che funga da “impollinatore trasversale” che, integrando competenze tecniche, manageriali e tecnologiche, sia in grado di sviluppare attività consulenziale (per servizi formativi, logistici, tecnici e tecnologici)e di ricerca e sviluppo al fine di promuovere e supportare processi di innovazione e di trasferimento tecnologico per tutta la filiera agro-alimentare con particolare attenzione agli aspetti di sostenibilità ambientale e di salvaguardia del territorio.

ERRATA CORRIGE

Addendum al programma - n. 3

Pag. 13, quartultimo rigo: “ai diversamente abili” viene sostituito con “alle persone in condizioni di disabilità”.

La mia idea di Università per la Federico II di Napoli

Lettera alla comunità federiciana

A tutta la Comunità federiciana

Carissimi,

dopo un proficuo confronto con tanti di voi che mi ha molto incoraggiato, ho deciso di candidarmi alla carica di Rettore mettendo a disposizione dell’Ateneo la mia esperienza quasi trentennale di appassionato ricercatore presso importanti Università straniere e presso la nostra Università, nella quale ho svolto e continuo a svolgere anche impegnativi ruoli gestionali.

Sono pronto a farlo con entusiasmo, senso di appartenenza, desiderio di ascoltare e idee sul futuro del nostro grande Ateneo, consapevole che, nei suoi quasi 800 anni di storia, esso ha raramente attraversato una stagione paragonabile a quella attuale, segnata da una profonda crisi dei tradizionali assetti sociali, economici, politici e culturali e da una rapidissima evoluzione dei saperi e delle tecnologie.

Mediante questa lettera desidero condividere con voi alcuni dei punti di un progetto di sviluppo, i quali potrebbero costituire l’ossatura di un programma dettagliato da costruire insieme e da presentare tra qualche mese unitamente alla mia candidatura ufficiale.

Ciò avverrà solo dopo che avrò incontrato tutte le componenti e le aree dell’Ateneo, in un confronto fatto di idee e proposte concrete e sostenibili, che tuttavia si terrà lontano dalla facile tentazione e dalla scorciatoia solo apparente di una mera raccolta di esigenze particolaristiche.

La complessità dei tempi richiede difatti una visione culturale ampia e complessiva che oltrepassi gli steccati disciplinari, che valorizzi la ricerca di frontiera, la sperimentazione didattica e l’innovazione tecnologica, che offra una risposta convincente al grande tema del ruolo e della funzione che l’Università è oggi chiamata a svolgere.

La mia visione dell’Ateneo è quella di una grande domus della cultura (dove “si insegnino le arti, le scienze e si coltivino gli studi di ogni professione”), una casa aperta a tutti, luogo di incontro tra saperi ed esperienze di vita, dove si coltivino patrimoni materiali e immateriali. Un incubatore di idee, di idee capaci di cambiare il mondo in meglio, di idee di qualità, poiché la qualità è oggi l’unica scelta possibile per interagire efficacemente col tessuto sociale del paese e per consolidare il nostro ruolo di istituzione scientifica e culturale profondamente e irrevocabilmente laica. Non un tempio, quindi, ma un grande motore in grado non solo di diffondere conoscenza critica e coscienza civile, ma anche di creare sviluppo e favorire innovazione e dinamismo sociale. Dobbiamo essere sempre più inclusivi, mettere le persone insieme, accogliere e raccogliere le diversità, fare in modo che tutti, e non solo gli studenti, vengano in Federico II per imparare, discutere e capire, per analizzare i profondi cambiamenti che sta vivendo il mondo intero, per reperire tecnologie innovative, per sviluppare economia e impresa, per avvalersi dei metodi di diagnosi e di cura più avanzati, per fruire delle nostre straordinarie collezioni museali e librarie.

La mobilità sempre crescente degli studenti, la competizione continua negli ambiti della ricerca e della formazione, le indubbie difficoltà del Mezzogiorno richiedono impegno straordinario e coraggio nella sfida del cambiamento al fine di mantenere alto il prestigio del nostro Ateneo, condizione indispensabile per garantire opportunità future a studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo.

Ma questa sfida del futuro deve fondarsi su valori e principi non negoziabili che appartengono alla storia migliore della Federico II:

  • l’inviolabilità dell’autonomia dell’Ateneo al riparo da influenze e interessi esterni;

  • la centralità dello studente nelle scelte formative e organizzative;

  • la valorizzazione dell’impegno e del merito del personale docente e tecnico-amministrativo;

  • la tutela dei colleghi più giovani, ai quali va garantita un’opportunità di tenure e di accesso ai ruoli fondata sul merito e al di là delle appartenenze;

  • il rafforzamento continuo della reputazione didattica e scientifica della nostra Comunità;

  • la trasparenza dei processi decisionali e la tutela del ruolo degli Organi centrali e dipartimentali, con scelte democratiche e condivise;

  • l’inclusività e l’impegno sociale della nostra Istituzione;

  • da ultimo ma non per ultimo, l’equilibrio patrimoniale, economico e finanziario dell’Ateneo.

Le idee in campo

Il punto di partenza per realizzare questa visione è, a mio avviso, la continuità con l’azione svolta dall’attuale governance, i cui risultati in termini di consolidamento economico, di quantità e qualità del reclutamento, di trasparenza nei processi decisionali e nella distribuzione delle risorse, e – in definitiva – di accrescimento del peso e della valenza dell’Ateneo nel sistema universitario nazionale e internazionale sono sotto gli occhi di tutti.

In questi anni, i processi di miglioramento della ricerca e della didattica, grazie al contributo di tutti gli attori coinvolti, hanno inciso significativamente sulla reputazione del nostro Ateneo nonché sui flussi di finanziamento dei quali esso ha potuto avvalersi. Anche la riorganizzazione amministrativa ha preso le mosse e sta procedendo con l’impegno della Dirigenza. Gli investimenti in edilizia sono stati riavviati. I servizi per la comunità federiciana si stanno rinnovando. Ma la strada da percorrere per raggiungere in questi ultimi ambiti gli standard dei grandi atenei italiani è ancora lunga.

Molte sono le idee da mettere in campo per affrontare con maggiore efficacia aspetti del sistema per i quali non si sono conseguiti i risultati sperati. Tante e affascinanti sono le opportunità di sviluppo positivo.

Occorre a mio parere prendere le mosse dalla didattica e dagli studenti, anzitutto con un serio investimento finalizzato al miglioramento dei servizi. Aule, sale studio, laboratori didattici, biblioteche, connessioni wi-fi, app dedicate, convenzioni per pasti, politica espansiva per alloggi, trasporti e accoglienza, ristrutturazione dei servizi igienici, interventi a sostegno della genitorialità, ecc. Tutte le aree dell’Ateneo lamentano su questi punti difficoltà e bisogna produrre un piano pluriennale riassunto in un’Agenda per la Didattica che raccolga un numero sostenibile di obiettivi da raggiungere in tempi congrui e di azioni da attivare. Il piano in questione dovrà naturalmente essere anche rivolto a potenziare ulteriormente attrattività, qualità, innovazione dei metodi, costante adeguamento dei percorsi didattici, allo scopo di intercettare le nuove richieste del mercato globale della formazione universitaria e le opportunità fornite dalle tecnologie e dalle culture digitali. E’ necessaria un’azione sinergica tra Dipartimenti, Scuole e governance dell’Ateneo, fatta anche di incentivi e sostegni a chi ha grandi carichi didattici, di formazione del personale, e soprattutto di interventi mirati per le diverse realtà che costituiscono la nostra Comunità.

I Dipartimenti e i Centri sono il motore della macchina federiciana della ricerca e dell’innovazione, e la loro azione deve essere adeguatamente sostenuta. Occorre creare infrastrutture per la ricerca e servizi centralizzati che aumentino e facilitino la partecipazione a progetti a bando competitivo e anche a quei progetti che per vocazione rivestono un carattere locale, occorre una presenza stabile nei luoghi in cui operano i grandi enti finanziatori internazionali, occorrono azioni a sostegno dei corsi di dottorato di ricerca, del sistema bibliotecario, della manutenzione e dell’adeguamento delle grandi risorse strumentali, della proprietà intellettuale e delle iniziative di spin-off e di startup, della diffusione e valorizzazione dei risultati e del trasferimento tecnologico. E’ necessario anche e soprattutto favorire l’interazione tra le aree scientifico-tecnologiche e quelle delle scienze umane e sociali, che è decisiva per attrarre nuove risorse e arricchire ulteriormente la nostra offerta didattica.

Tutto questo è possibile se poniamo un’attenzione alle strutture, sia nei termini di gestione e di normale manutenzione, sia nei termini di progetti di sviluppo. Un piano edilizio di ampliamento e di manutenzione straordinaria dell’esistente e uno di reclutamento di personale tecnico-amministrativo basato sulle priorità individuate dai Dipartimenti e dalle Scuole vanno costruiti, programmati e finanziati. E devono essere accompagnati da un’approfondita azione di semplificazione regolamentare, già allo studio nella Commissione Statuto e Regolamenti del Senato Accademico, una semplificazione che dovrà ridurre significativamente gli eccessi di burocrazia e l’elefantiasi di procedure che sono ormai percepite come svuotate di significato e che rendono opachi i processi democratici. Va fatta una revisione del nostro impianto istituzionale, con interventi opportuni anche sullo Statuto. Ciò consentirà di facilitare le nostre attività di ricerca, didattica e terza missione, nel rispetto delle norme e di una corretta gestione economico-patrimoniale, che tenga però anche conto delle esigenze e delle peculiarità delle singole aree. Molti sono gli interventi che in un programma compiuto potrò analiticamente elencare. Sicuramente ci aiuterà la standardizzazione delle procedure amministrative e burocratiche (con regole essenziali, chiare e snelle) e la completa digitalizzazione di tutti i processi.

Ma l’Ateneo è fatto prima di tutto di persone. L’obiettivo deve essere quello di dare a tutti un’opportunità di carriera (a cominciare dalla tenure per i giovani), accompagnata da premialità e incentivazioni (a proposito delle quali si tratterebbe di recepire nei nostri regolamenti percorsi procedurali altrove applicati che, nel rispetto della legge, costituirebbero un indubbio vantaggio per il personale docente e per quello tecnico-amministrativo). Le risorse per realizzare tutto ciò verranno principalmente dal FFO e saranno assicurate da una gestione corretta, trasparente e soprattutto competente delle scelte inerenti alla ricerca e alla didattica, analoga a quella che abbiamo avuto modo di apprezzare negli ultimi anni. Su ciò non sono assolutamente pensabili arretramenti, se davvero si vuole che la nostra Comunità guardi al futuro con fiducia e consapevolezza delle proprie possibilità.

Una particolare attenzione deve essere prestata alle potenzialità e ai bisogni dell’area medica dove, in pieno equilibrio con le esigenze di tutto l’Ateneo, va valorizzata l’inscindibilità delle funzioni della didattica, della ricerca e dell’assistenza. Bisogna sostenere i settori disciplinari capaci di eccellere in questo senso e favorire al contempo la loro interazione con le aree tecnologiche e umanistico-sociali dell’Ateneo per affrontare con successo le nuove sfide di una sanità all’avanguardia nelle cure, nelle tecnologie e nella relazione con la persona del paziente.

Realizzeremo insieme grandi progetti per la Federico II di Napoli

Gli obiettivi

Gli obiettivi strategici da perseguire possono dunque riassumersi in alcune parole chiave:

  • la realizzazione di grandi progetti strategici di Ateneo, il rafforzamento delle infrastrutture e degli strumenti per la ricerca, anche al fine di sostenere l’accesso dei nostri giovani ricercatori ai programmi di ricerca nazionali ed europei;
  • il potenziamento e l’aggiornamento continuo dell’offerta didattica per rispondere alle nuove richieste della società attraverso la contaminazione delle competenze, il rafforzamento della formazione di base, l’innovazione dei metodi di insegnamento, lo sviluppo della didattica a distanza (“Federica Weblearning” è una grande eccellenza da sostenere), i percorsi extracurricolari, il rapporto con il sistema scolastico (già avviato dal progetto “F2S – Federico II nella Scuola”) per favorire l’orientamento in entrata e ridurre gli abbandoni, il confronto con il sistema produttivo e gli ordini professionali per migliorare l’orientamento in uscita e l’accesso al mondo del lavoro;
  • un’apertura sempre maggiore all’attività esterna e di terza missione per promuovere l’interazione con il terzo settore, le istituzioni pubbliche e private, il mondo delle produzioni, al fine di sostenere crescita culturale, inclusione sociale e sviluppo economico;
  • la condivisione dei saperi come catalizzatore di processi di sviluppo e di innovazione economici, sociali e culturali di Napoli, della città metropolitana e dell’intero Mezzogiorno;
  • il rafforzamento della struttura amministrativa attraverso la valorizzazione e la formazione continua del personale interno e il reclutamento di nuove competenze;
  • la semplificazione e la digitalizzazione dei processi amministrativi e gestionali;
  • il miglioramento dei servizi di placement, tutoraggio e sostegno economico per gli studenti;
  • l’internazionalizzazione della nostra offerta formativa, anche con la partecipazione a grandi reti internazionali di Università e l’adeguamento conseguente della struttura dell’Ateneo;
  • un’attenzione sempre maggiore ai temi dell’inclusione a partire dalla esperienza di Sinapsi e dalle tante collaborazioni con il mondo dell’associazionismo già in essere.

Per realizzare questi obiettivi sarà necessario avvalersi di nuove leve nella gestione e nella governance, facendo grande attenzione all’equilibrio tra i generi e non rinunciando in alcun modo all’esperienza dei più anziani (per anni di servizio) che si sono dimostrati attenti al bene della Comunità.

Sto raccogliendo ogni giorno nuovi spunti di riflessione dalla mia attività di confronto, che continuerà nei prossimi mesi con maggiore energia. Proverò ad arrivare a tutti, poiché ritengo molto importante che tutti possano autonomamente partecipare alla progettazione del futuro del nostro Ateneo, che tutti siano informati e consapevoli in vista della scelta finale. La corretta informazione, il confronto aperto, la consapevolezza di quanto accade e del futuro che ci attende, sono alla base di un’Università fatta di donne e uomini liberi, pronta a raccontarsi con orgoglio al mondo non solo in occasione della futura celebrazione dei suoi primi otto secoli di storia ma sempre e in ogni momento.

Matteo Lorito

Napoli, 30 settembre 2019